Il Click-to-Open Rate (CTOR) misura la percentuale di destinatari email che hanno cliccato un link dopo aver aperto l'email, calcolato dividendo i clic unici per le aperture uniche. A differenza del tasso di clic complessivo, il CTOR isola le prestazioni del contenuto email dalla deliverability e dall'efficacia dell'oggetto. Questa metrica aiuta i marketer a determinare se il copy del corpo email, il design e la call-to-action risuonano con gli iscritti coinvolti.
Il CTOR isola le prestazioni del contenuto email da fattori esterni come problemi di deliverability o oggetti deboli. Un basso tasso di clic complessivo potrebbe significare che le tue email finiscono nello spam, hanno oggetti scadenti o contengono contenuti inefficaci. Il CTOR elimina le prime due variabili, aiutandoti a individuare esattamente dove è necessaria l'ottimizzazione. Questa metrica impatta direttamente il ROI dell'email marketing. Un CTOR più alto significa più conversioni per iscritto coinvolto, massimizzando il valore della tua lista. Per le aziende che eseguono test A/B sui contenuti email, il CTOR fornisce dati più puliti rispetto al tasso di clic complessivo perché misura solo il contenuto stesso. I dati benchmark mostrano che il CTOR medio varia dal 10-15% tra i settori, con i top performer che raggiungono il 20% o più. Tracciare il tuo CTOR nel tempo rivela se i miglioramenti dei contenuti stanno funzionando e aiuta a giustificare investimenti in copywriting, design o personalizzazione migliori.
Il CTOR si calcola usando una formula semplice: (Clic Unici / Aperture Uniche) × 100. Per esempio, se la tua email riceve 500 aperture uniche e 75 clic unici, il tuo CTOR sarebbe del 15%. Questo differisce dal click-through rate (CTR), che divide i clic per il totale delle email consegnate piuttosto che per le email aperte. La metrica misura specificamente l'efficacia del contenuto filtrando gli iscritti che non hanno mai visto il tuo messaggio. Quando qualcuno apre un'email, ha già superato il test dell'oggetto. Il CTOR poi rivela se il corpo dell'email, gli elementi di design e le call-to-action li hanno convinti a fare il passo successivo. La maggior parte dei provider di servizi email calcola automaticamente il CTOR nelle loro dashboard di analisi. Tuttavia, il tracciamento si basa sul rilevamento delle aperture basato su pixel, che è diventato meno affidabile a causa di funzionalità di privacy come Apple Mail Privacy Protection. I marketer dovrebbero considerare il CTOR insieme ad altre metriche di coinvolgimento per un quadro completo.
Il CTOR medio tra i settori si colloca tra il 10-15%. Le email B2B tipicamente vedono il 12-18% di CTOR, mentre il B2C varia dall'8-14%. Le campagne ad alte prestazioni possono raggiungere il 20% o più. Il tuo obiettivo dovrebbe basarsi sui tuoi dati storici e benchmark di settore.
Il CTR (click-through rate) divide i clic per il totale delle email consegnate, misurando le prestazioni complessive della campagna. Il CTOR divide i clic solo per le aperture, misurando specificamente l'efficacia del contenuto tra gli iscritti coinvolti. Il CTOR è sempre più alto del CTR per la stessa campagna.
Un CTOR basso tipicamente indica contenuti email deboli, call-to-action poco chiare, design scadente o disallineamento tra oggetto e contenuto del corpo. Potrebbe anche risultare da offerte irrilevanti, problemi di posizionamento dei link o contenuti che non corrispondono alle aspettative degli iscritti.
Sì. Apple Mail Privacy Protection precarica i pixel di tracciamento, gonfiando il conteggio delle aperture e abbassando artificialmente i calcoli del CTOR. Considera di integrare l'analisi del CTOR con metriche basate sui clic e dati di conversione effettivi per insight più affidabili.
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